Ministero dei Trasporti
Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto
PROTOCOLLO DI INTESA TRA COMANDO GENERALE DEL CORPO DELLE CAPITANERIE DI PORTO E UNIONE ITALIANA VELA SOLIDALE
PREMESSO
· che il Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, dipendente dal Ministero dei Trasporti, contempla un’organizzazione centrale ed una periferica. La prima si identifica nel Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto, responsabile del coordinamento e del controllo di tutte le attività svolte dagli uffici marittimi periferici (Direzioni marittime, Compartimenti marittimi, Uffici circondariali marittimi, Uffici locali marittimi e Delegazioni di spiaggia);
· che le principali linee di attività del Corpo sono le seguenti:
- ricerca e soccorso in mare (SAR), con tutta l’organizzazione di coordinamento, controllo, scoperta e comunicazioni attiva nelle 24 ore che tale attività comporta;
- sicurezza della navigazione, con controlli ispettivi sistematici su tutto il naviglio nazionale mercantile, da pesca e da diporto e, attraverso l’attività di Port State Control, anche sul naviglio mercantile estero che scala nei porti nazionali;
- protezione dell’ambiente marino, in rapporto di dipendenza funzionale dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, utilizzando le componenti terrestre, navale ed aerea per l’attività di vigilanza sulle aree marine protette e i Nuclei operativi per la difesa del mare per l’attività di polizia lungo i litorali;
- controllo sulla pesca marittima, in rapporto di dipendenza funzionale con il Ministero per le politiche agricole e forestali: a tal fine il Comando generale è l’autorità responsabile del Centro Nazionale di Controllo Pesca e le Capitanerie effettuano i controlli previsti dalla normativa nazionale e comunitaria sull’intera filiera di pesca;
- amministrazione periferica delle funzioni stataliin materia di formazione del personale marittimo, di iscrizione del naviglio mercantile e da pesca, di diporto nautico, di patenti nautiche, di contenzioso per i reati marittimi depenalizzati;
- polizia marittima, comprendente la disciplina della navigazione marittima e la regolamentazione di eventi che si svolgono negli spazi marittimi soggetti alla sovranità nazionale, il controllo del traffico marittimo, la manovra delle navi e la sicurezza nei porti, le inchieste sui sinistri marittimi, il controllo del demanio marittimo, i collaudi e le ispezioni periodiche di depositi costieri e di altri impianti pericolosi;
- polizia giudiziaria nelle materie di competenza;
· che l’ampiezza e la varietà delle attività svolte pongono le Capitanerie come organo di riferimento per le attività marittime e ne fanno un vero e proprio "sportello unico" nei rapporti con l’utenza del mare;
· che l’Associazione denominata "Unione Italiana Vela Solidale" promuove a livello nazionale ed internazionale progetti di educazione, qualificazione e riabilitazione, nell’area del disagio fisico, psichico e sociale, realizzati mediante l’utilizzo della vela e di ogni sua attività derivata; promuove la collaborazione e il confronto con le altre Associazioni, enti locali, enti statali e società, in particolare quelle che operano nel settore nautico e nell’area del disagio fisico, mentale e sociale; organizza eventi, manifestazioni sportive, mostre, convegni e altre manifestazioni che hanno come tema lo sport della vela nel campo riabilitativo; studia, organizza e promuove la formazione di operatori nell’ambito della vela solidale, attraverso corsi, seminari e convegni.
CONSIDERATO
· che la Riforma dell’Amministrazione Pubblica impone la costruzione di reti tecnico-operative per progettualità integrate con obiettivi comuni e condivisi realizzate da più soggetti istituzionali e locali, al fine di promuovere una qualità d’intervento efficace ed efficiente, ove i risultati attesi siano conseguiti in economicità;
· che la legge 8 novembre 2000 n. 328, articolo 1, comma 4, riconosce ed agevola il ruolo degli organismi non lucrativi d’utilità sociale, delle fondazioni e degli enti di patronato, delle organizzazioni di volontariato con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese operanti nel settore nella programmazione, nell’organizzazione e nella gestione del sistema integrato di interventi;
· che l’Unione vela solidale e il Comando Generale del Corpo delle capitanerie di porto convengono sull’opportunità di avviare rapporti di collaborazione, sviluppando forme di raccordo sinergico tecnico-operativo finalizzato alla realizzazione di attività educative e di reinserimento sociale per portatori di handicap fisici, mentali, sensoriali e sociali, a rischio di emarginazione sociale e/o esclusi dai processi di socializzazione ordinaria;
· che le attività marittime possono considerarsi per i soggetti dell’area del disagio, un sicuro strumento di ridefinizione di valori condivisi e di riabilitazione sociale mediante adesione ad un modello di relazione basato sull’integrazione;
· che l’Unione Italiana Vela Solidale mette in pratica da tempo attività collegate al mare e in particolare alla navigazione a vela per funzioni sociali ed educative, che possano favorire l’integrazione di soggetti in difficoltà motorie, mentali o sociali. I progetti messi in atto dall’Unione Italiana Vela Solidale intendono in genere creare anche una integrazione trasversale tra le differenti geografie dell’area del disagio.
· che l’Unione Italiana Vela Solidale promuove inoltre progetti legati alla cantieristica nautica che favoriscano sbocchi lavorativi e professionali per i giovani dell’area del disagio.
RITENUTO
· che le Associazioni sportive, se opportunamente formate e/o qualificate, che operano nel settore nautico e sono radicate nei tessuti sociali locali possono rappresentare partners di assoluto rilievo, per promuovere occasioni di concreta attuazione di percorsi culturali, educativi e riabilitativi;
· che l’Unione Italiana Vela Solidale riconosce che le Associazioni affiliate hanno svolto e svolgono periodicamente corsi di formazione tali che consentono alle medesime di operare con livelli alti di sicurezza ed efficienza nel campo educativo e della riabilitazione attraverso lo sport della vela.
· che il Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera con la sua organizzazione centrale e periferica è interlocutore di assoluto rilievo, per promuovere occasioni di concreta attuazione di percorsi culturali, educativi e di reinserimento sociale e lavorativo;
· che tutto il personale del settore marittimo è da considerarsi modello educativo e comunque importante riferimento formativo tra i giovani;
· che l’esperienza maturata nell’ambito della collaborazione tra il Corpo delle Capitanerie di porto ed altri Enti di promozione nautica nonché altre Amministrazioni ha prodotto significativi risultati a livello territoriale;
· che con il presente Protocollo si possono promuovere ed attivare percorsi di formazione tecnico-professionale nell’ambito della nautica, favorendo opportunità di reinserimento sociale e lavorativo per i soggetti dell’area del disagio, coinvolti in detta attività;
· che la difesa dell’ambiente marino sarà elemento fondamentale ed obiettivo irrinunciabile di ogni progetto che sarà sostenuto dal presente Protocollo.
LE PARTI CONVENGONO
· Il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto si impegna ad individuare, elaborare e fornire quanto segue:
- disponibilità di uffici periferici marittimi che collaborino localmente con l’Associazione UnioneItaliana vela solidale e Associazioni affiliate, nella promozione e realizzazione di progetti integrati, centrati sulle attività marittime, in favore di soggetti con disabilità e con svantaggio sociale, in base ai percorsi che verranno individuati di volta in volta;
- collaborazione sia a livello centrale che periferico con Unione Italiana vela solidale alla definizione programmatoria degli obiettivi e delle progettualità integrate nonché alle attività di monitoraggio e valutazione degli interventi realizzati a livello territoriale;
- supporto tecnico tramite ufficiali e sottufficiali del Corpo delle capitanerie di porto, che in qualità di tutor sosterranno il percorso dei soggetti interessati dai progetti formativi;
- coinvolgimento dell’Unione Italiana Vela Solidale, in qualità di esperti del settore della vela solidale, sia a livello centrale che periferico, nelle tematiche che legano gli ambiti portuali e più in generale la navigazione all’area del disagio fisico, psichico e sociale.
· l’Associazione Unione Italiana vela solidale, anche attraverso le Associazioni affiliate, si impegna ad individuare, elaborare e fornire quanto segue:
- disponibilità di strutture e istruttori di vela che collaborino localmente con gli uffici marittimi nella promozione e realizzazione di progetti integrati centrati sulle attività marittime e veliche in favore di soggetti con disabilità e di svantaggio sociale, in base ai percorsi che verranno individuati e candidati al finanziamento di altre Amministrazioni;
- collaborazione alla definizione programmatoria degli obbiettivi e delle progettualità integrate nonché alle attività di monitoraggio e valutazione degli interventi realizzati a livello territoriale;
- coinvolgimento, senza oneri, del Comando Generale delle Capitanerie di Porto e delle sue sedi periferiche per quanto riguarda progetti integrati che l’Unione Italiana Vela Solidale mette in atto con Istituzioni Europee, Ministeriali, Regionali, Locali o a carattere privato. In particolar modo per quei progetti di promozione a favore di soggetti con disabilità e con svantaggio sociale, preventivamente condivisi ed autorizzati dal Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto, finanziati da organismi europei e nazionali, da Enti locali e da Enti privati.
Al fine di perseguire quanto convenuto nel presente atto, il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto e l’Unione vela solidale costituiranno un apposito Comitato a livello centrale, composto dai rispettivi rappresentanti delle parti che sottoscrivono l’accordo.
Il presente protocollo d’intesa ha efficacia tre anni a partire dalla data di sottoscrizione dello stesso e può essere rinnovato con l’accordo delle parti.